Ogni anno, nella seconda metà di luglio, Trastevere si riprende la scena. Dalle finestre pendono drappi, i vicoli si riempiono di gente, le campane suonano a festa: è la Festa de' Noantri, la celebrazione in onore della Madonna del Carmine, che i trasteverini chiamano affettuosamente Madonna Fiumarola. È una delle feste popolari più sentite di Roma e un'occasione rara per vedere il rione più fotografato della città con gli occhi di chi ci è nato.
Noantri e voantri
Il nome dice già tutto. In romanesco noantri significa «noi altri», contrapposto a voantri, «voi altri»: gli abitanti degli altri rioni, gli estranei. È la festa di chi si sente trasteverino da generazioni, orgoglioso di vivere sulla riva destra del Tevere, separato dal resto della città. Per questo, accanto al cuore religioso, la festa ha sempre avuto un'anima popolare fatta di musica, tavolate e vita di strada. Il legame con la Madonna del Carmine non è casuale: la sua festa liturgica cade il 16 luglio, ed è attorno a questa data che si concentrano le celebrazioni del rione, distribuite su più giorni.
La leggenda della Madonna Fiumarola
Secondo una pia leggenda, nel 1535 alcuni marinai trovarono in mare, al largo della foce del Tevere, una cassa galleggiante con dentro una statua lignea della Vergine. La portarono risalendo il fiume fino a Trastevere, alla chiesa di San Crisogono: da qui il soprannome di Fiumarola. La statua venne affidata ai Carmelitani e divenne la protettrice del rione.
L'uso di portarla in processione è documentato almeno dal 1603, mentre la «Festa de' Noantri» con il suo nome attuale è più recente: fu organizzata per la prima volta nel 1927. Oggi la statua è custodita nella chiesa di Sant'Agata, ed è la Venerabile Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima del Carmine in Trastevere a curarne la festa, tramandando di padre in figlio i compiti della processione.
Le processioni: tra i vicoli e sul Tevere
Il momento più emozionante è l'uscita della statua da Sant'Agata. Vestita con abiti preziosi e collocata su una pesante «macchina» processionale, la Madonna viene portata a spalla dai confratelli per le strade del rione, accompagnata da stendardi, fedeli e bande, fino alla basilica di San Crisogono, dove resta esposta per i giorni dell'ottavario. Per tradizione ad aprire il corteo ci sono i bersaglieri, un ricordo di quando la loro caserma si trovava nei pressi di San Francesco a Ripa.
Da alcuni anni è stata ripresa anche la processione fluviale: la statua viene trasportata in barca sul Tevere, in ricordo del leggendario ritrovamento, prima del solenne rientro a Sant'Agata con un'ultima processione per le vie del rione. Giorni, orari e percorsi cambiano da un anno all'altro: il programma aggiornato viene pubblicato dall'Arciconfraternita e da Roma Capitale.
Trastevere in una sera di luglio
Anche al di là delle processioni, le sere della festa sono il momento ideale per perdersi a Trastevere: Piazza di Santa Maria in Trastevere con la sua basilica, i vicoli intorno a Via della Lungaretta, le scalinate verso il Gianicolo. Si cena all'aperto con i piatti della tradizione romana e si torna a casa tardi, quando l'aria finalmente rinfresca.
Come arrivarci dall'Appio Latino
Dal B&B Di Leo si raggiunge Trastevere con i mezzi pubblici: dalla fermata Furio Camillo della Metro A, a breve distanza, ci si sposta verso il centro e da lì il tram 8 collega Largo di Torre Argentina a Viale di Trastevere. Consultate sempre il percorso aggiornato e le eventuali deviazioni per la festa sui canali ATAC. Dopo una lunga serata nel rione, una camera fresca è un sollievo: tutte le nostre camere hanno aria condizionata, e la Camera New York ha anche un balcone. Date e programma della festa si annunciano ogni anno all'inizio dell'estate: quando li conoscete, verificate la disponibilità.
Dopo la festa, un rientro tranquillo
Tre camere matrimoniali indipendenti con aria condizionata e Wi-Fi all'Appio Latino, a breve distanza dalla Metro A Furio Camillo.