C'è un angolo di Roma in cui, d'improvviso, il traffico sparisce e resta solo la campagna: prati, canneti, pecore al pascolo e rovine sparse tra le colline. È la Valle della Caffarella, un'ampia area verde incastonata tra Via Latina e Via Appia Antica, in parte compresa nel Parco regionale dell'Appia Antica. Per chi soggiorna all'Appio Latino è una fortuna rara: il parco si trova a breve distanza a piedi, e basta una mattina per passare dal quartiere a un paesaggio che ricorda le stampe dei viaggiatori del Grand Tour.
Una valle disegnata dall'acqua
La Caffarella è una valle alluvionale scavata dal fiume Almone, un piccolo corso d'acqua che gli antichi Romani consideravano sacro e che ancora oggi scorre nel fondovalle, alimentato da sorgenti e falde. Il nome deriva invece dalla famiglia Caffarelli, che nel Cinquecento riunì le tenute della zona in un'unica grande proprietà agricola. Passata poi ad altre famiglie nobili, la valle è rimasta per secoli terreno di pascolo e coltivazione, ed è proprio per questo che si è salvata dall'urbanizzazione: le campagne di tutela del secondo Novecento hanno fatto il resto.
Il risultato è sorprendente: camminando lungo i sentieri si ha un'idea concreta di come apparisse l'agro romano prima dell'espansione della città, con lo sguardo che nelle giornate limpide arriva fino ai Castelli Romani.
Il Ninfeo di Egeria e il Bosco Sacro
Il monumento più suggestivo è forse il Ninfeo di Egeria, un santuario delle acque del II secolo d.C. costruito in una sorta di grotta artificiale, dove una sorgente sgorgava tra nicchie e rivestimenti. Al suo interno si conserva una statua acefala identificata con il dio fluviale Almone. Il ninfeo faceva parte della grande tenuta di Erode Attico, ricchissimo retore di origine greca e precettore di Marco Aurelio. La tradizione ha legato questo luogo alla ninfa Egeria, che secondo la leggenda consigliava il re Numa Pompilio.
Poco sopra, su un'altura, si trova il cosiddetto Bosco Sacro, un boschetto di lecci che la tradizione collega allo stesso mito. Da lassù la vista spazia sulla valle e sui colli attorno.
Il Sepolcro di Annia Regilla
L'edificio più fotografato del parco è un piccolo tempio in laterizio rosso e giallo, elegantissimo nelle sue decorazioni in mattone: per secoli è stato chiamato Tempio del dio Redicolo, ma oggi è noto come Sepolcro (o cenotafio) di Annia Regilla. Risale alla seconda metà del II secolo d.C. ed è legato alla moglie di Erode Attico, nobildonna imparentata con la famiglia imperiale: dopo la sua morte, il marito trasformò la vasta tenuta in una sorta di santuario dedicato alla sua memoria, con templi e recinti sacri. Accanto al sepolcro si trova un ex mulino, segno della lunga storia agricola della valle.
Torre Valca, Sant'Urbano e i casali
Lungo l'Almone si incontra la Torre Valca, una torre medievale probabilmente legata a un antico mulino, che si specchia nel laghetto tra i canneti: è uno degli scorci più romantici del parco. Sulla collina opposta spicca la chiesa di Sant'Urbano alla Caffarella, ricavata in età altomedievale da un tempio romano del II secolo, con le colonne del pronao ancora inglobate nella facciata.
Completano il quadro il Casale della Vaccareccia, complesso agricolo documentato dal Cinquecento e dominato da una torre medievale, e il cosiddetto Colombario Costantiniano, edificio funerario di età imperiale riutilizzato nel Medioevo. Nella valle è ancora attiva un'attività di allevamento: non è raro incrociare greggi al pascolo, uno spettacolo insolito a pochi chilometri dal Colosseo.
Come vivere il parco
- A piedi o di corsa: i sentieri sterrati sono perfetti per una passeggiata di qualche ora o per il jogging del mattino.
- In bicicletta: la valle si collega alla Via Appia Antica, per allungare il giro verso tombe e ville romane (ne parliamo nell'articolo sull'Appia Antica).
- Con i bambini: prati ampi, animali al pascolo e spazio per correre rendono la Caffarella ideale per le famiglie.
- Al tramonto: la luce radente sui mattoni del sepolcro e sulla Torre Valca regala le foto migliori.
Dal B&B al parco
Il B&B Di Leo si trova in Via Giuseppe Spada, nel cuore dell'Appio Latino, e la Caffarella è a breve distanza a piedi: è il posto perfetto per iniziare la giornata con una camminata nel verde prima di prendere la metro verso il centro. Trovate altre informazioni nella pagina dedicata al Parco della Caffarella e in quella sui dintorni.
La campagna romana sotto casa
Il B&B Di Leo è a breve distanza a piedi dal Parco della Caffarella: tre camere matrimoniali indipendenti con aria condizionata e Wi-Fi, a pochi passi dalla Metro A Furio Camillo.